
“Un tempo bastava un annuncio sul giornale. Oggi, anche con contratti a tempo indeterminato, stipendi competitivi e benefit, le candidature scarseggiano. Cos’è successo?”
Sono più di trent’anni che entro nelle aziende, mi siedo con gli imprenditori, ascolto i responsabili HR, e annuso l’aria che tira tra le linee di produzione e gli uffici direzionali. E mai come oggi – nel 2025 – sento ripetere la stessa frase, quasi con sconforto:
“Non si trova personale.”
E non parliamo solo di ingegneri, tecnici specializzati o saldatori esperti. Parliamo anche di ruoli amministrativi, di apprendisti, di giovani che – teoricamente – dovrebbero essere affamati di esperienza.
Cosa sta succedendo?
📉 Non è una crisi di lavoro. È una crisi di significato.
Uno dei più grandi studiosi del comportamento umano, Viktor Frankl – psichiatra sopravvissuto ai campi di concentramento e fondatore della logoterapia – diceva che “la vera motivazione dell’essere umano è la ricerca di significato”.
E questo, oggi, è il punto cieco di molte imprese.
Nel 2025, i giovani non cercano solo un lavoro: cercano un perché.
Vogliono sapere cosa stanno costruendo, vogliono sentirsi parte di qualcosa. E se non lo trovano, anche con uno stipendio dignitoso, scelgono di restare a casa. O di emigrare.
📊 I numeri parlano chiaro
Secondo i dati ISTAT del 2024, oltre 1,6 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni non studiano e non lavorano. E allo stesso tempo, il 43% delle aziende italiane dichiara di non riuscire a coprire i posti vacanti, soprattutto nei settori tecnici e artigianali.
Uno dei più recenti studi del Centro Studi Tagliacarne ha mostrato come le competenze richieste dalle aziende siano sempre più distanti da quelle effettivamente disponibili sul mercato del lavoro. Ma la questione non è solo tecnica. È valoriale.
🔍 Un caso reale: l’officina che ha imparato a parlare ai cuori
Qualche mese fa, sono stato chiamato da un’azienda metalmeccanica in provincia di Treviso. Avevano bisogno urgente di tre operai specializzati, ma non riuscivano a trovarli da mesi. Offrivano uno stipendio onesto, orari regolari, contratto stabile.
Eppure, zero risposte.
Durante una sessione di coaching con il titolare, un uomo diretto, concreto, gli ho chiesto:
“Ma tu, oggi, perché vieni ancora a lavorare con passione?”
Lui ci ha pensato, poi ha risposto:
“Perché mi piace costruire qualcosa che resta. Perché so che sto dando un futuro a mio figlio.”
Da lì siamo ripartiti.
Abbiamo riscritto l’annuncio di lavoro. Non parlava più solo di mansioni e orari, ma di appartenenza, orgoglio, valori familiari. Abbiamo raccontato l’azienda come un luogo dove si costruisce con le mani e con il cuore.
Nel giro di due settimane, sono arrivate 18 candidature. Oggi quei tre operai ci sono. E sono motivati.
🧠 Chi lo ha studiato: McKinsey, Gallup, e il “Great Mismatch”
McKinsey ha parlato nel 2023 di un fenomeno globale chiamato “Great Mismatch”: le persone ci sono, ma non vogliono più certi lavori alle vecchie condizioni.
Gallup, nello stesso anno, ha pubblicato una ricerca che mostra come solo il 21% dei dipendenti nel mondo si senta veramente coinvolto nel proprio lavoro. Il resto? Fa il minimo indispensabile. Oppure scappa.
Il problema non è la pigrizia. È la mancanza di connessione emotiva.
💡 Cosa possiamo fare come imprenditori e manager
Se vuoi davvero attrarre talento nel 2025, non basta cercare “braccia”. Devi parlare ai cervelli e soprattutto ai cuori.
Ecco tre riflessioni concrete che consiglio spesso ai miei clienti:
- Riparti dalla missione – Sai spiegare in una frase semplice perché la tua azienda esiste? Cosa contribuisce al mondo?
- Dai spazio ai giovani, ma ascoltali davvero – Non chiedere solo “cosa sai fare”, ma “cosa sogni di diventare”.
- Cambia il linguaggio – Smetti di scrivere “cerchiamo risorsa motivata”. Inizia a raccontare cosa rende speciale lavorare da te.
✍️ Conclusione
Il mondo del lavoro non è in crisi. È in evoluzione.
E ogni evoluzione chiede a chi ha esperienza – come me, come te – di fare un passo di lato, osservare, ascoltare, e cambiare rotta con coraggio.
Il vero talento, oggi, non si cerca.
Si attrae.
E per attrarlo, serve prima capire qual è il nostro significato, come imprenditori, come manager, come esseri umani.
Se vuoi che ti aiuti a riscrivere il tuo modo di attrarre e motivare le persone, sai dove trovarmi.
È un viaggio che vale la pena fare.
– Marino Avanzo
Business Coach
30 anni al fianco delle imprese che hanno ancora il coraggio di cambiare





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