
Business Coach & Consulente di Organizzazione Aziendale
Codice Etico
Questo non è un elenco di buone intenzioni. È un patto di lavoro. Io porto metodo, lucidità e responsabilità. Tu porti verità, presenza e decisione. Il resto sono scuse.
Premessa: perché un codice etico
Da oltre trent’anni lavoro dentro le aziende: reparti, uffici, cantieri, riunioni che contano. Ho visto cosa succede quando manca chiarezza: le persone si difendono, la fiducia si sbriciola, i risultati diventano casuali. Ho visto anche l’opposto: quando le regole del gioco sono pulite, la gente performa.
Questo codice etico guida ogni mia scelta professionale: tutela te, tutela me, e soprattutto tutela il lavoro.
Il patto: cosa puoi aspettarti da me (e cosa mi aspetto da te)
Io mi impegno a:
- dire la verità in modo rispettoso (anche quando è scomoda);
- portare struttura, strumenti, misurazione e concretezza;
- proteggere le persone mentre spingiamo sui risultati;
- non venderti motivazione: allenare responsabilità.
Ti chiedo di:
- arrivare preparato: dati, fatti, contesto (non “sensazioni” vaghe);
- essere disponibile a cambiare abitudini, non solo opinioni;
- fare la tua parte tra una sessione e l’altra;
- non usare il coaching per rimandare decisioni.
I miei principi (chiari, pratici, non negoziabili)
1) Buone maniere: la forma è sostanza
Cortesia, puntualità, linguaggio pulito, rispetto dei ruoli. Non è “galateo”: è disciplina. Dove c’è maleducazione, di solito c’è anche confusione.
- Interrompere, umiliare, urlare: per me non è leadership.
- Il confronto può essere duro, mai offensivo.
2) Rispetto per le persone: dignità prima del ruolo
Ogni persona merita considerazione, anche quando sbaglia. Io lavoro con i comportamenti, non contro le persone. Valorizzo le differenze e non accetto discriminazioni.
- Critico azioni e processi, non identità.
- Zero spazio a etichette tossiche e capri espiatori.
3) Ascolto attivo: prima capire, poi intervenire
Ascoltare è un mestiere. Significa separare fatti da interpretazioni, e domandare finché la realtà diventa leggibile. Un coach che “ha già capito” troppo presto è un rischio.
- Domande precise, non conversazioni infinite.
- Decisioni basate su dati, non su impressioni.
4) Attenzione ai dettagli: la qualità vive lì
I dettagli non sono mania: sono prevenzione. Nei dettagli si nascondono gli sprechi, i conflitti e gli errori ripetuti. Io cerco il punto esatto in cui “si rompe la catena”.
- Ruoli, procedure, metriche: scritti e condivisi.
- Se “non è chiaro”, non è pronto.
5) Umiltà e impegno: migliorare è obbligo, non slogan
Umiltà significa non innamorarsi delle proprie idee. Significa studiare, aggiornarsi, e correggersi. Io non mi considero “arrivato”. Mi considero responsabile.
- Metodo aggiornato, strumenti testati sul campo.
- Se serve, cambio strada. L’obiettivo non si negozia.
6) Coerenza e affidabilità: ciò che prometto lo consegno
La fiducia si costruisce con una cosa sola: coerenza tra parole e azioni. Io non faccio promesse impossibili. Definisco impegni verificabili.
- Obiettivi chiari, responsabilità chiare, scadenze chiare.
- Se un impegno salta, lo diciamo: subito, e con una soluzione.
7) Professionalità: competenza, riservatezza, confini
Professionalità è anche sapere dove finiscono le mie competenze. Se emergono temi clinici o psicologici che richiedono un professionista sanitario, io non improvviso: segnalo e indirizzo.
- Coaching e consulenza organizzativa: sì.
- Terapia e diagnosi: no.
8) Passione: energia al servizio del risultato
La passione, da sola, non basta. Ma senza passione non reggi la pressione. Io ci metto presenza vera, attenzione e intensità. Perché il tempo in azienda vale.
- Sessioni strutturate, non chiacchiere.
- Focus: ciò che muove davvero i numeri e le persone.
9) Vocazione e dedizione: fare bene, non “fare scena”
Per me questo lavoro è vocazione: significa essere utile. Non mi interessa sembrare bravo. Mi interessa che tu diventi più lucido, più forte, più efficace.
- Io non recito il ruolo del guru.
- Ti aiuto a costruire un sistema che funziona anche senza di me.
10) Il guadagno: una leva sana, non un idolo
Il profitto è ossigeno: senza, l’azienda non cresce, non investe, non protegge posti di lavoro. Ma il profitto senza etica diventa veleno: brucia persone e reputazione. Io lavoro per risultati economici sostenibili, costruiti con metodo e rispetto.
- Compensi chiari, pattuiti, senza ambiguità.
- Zero scorciatoie: il “risultato subito” che distrugge dopo non è un risultato.
Integrità, riservatezza e legalità
Riservatezza e protezione delle informazioni
Tratto con cura ciò che mi affidi: dati, numeri, dinamiche interne, persone. La fiducia non si “gestisce”: si custodisce.
- Condivisione solo su base “need to know”.
- Attenzione a segreti commerciali, know-how e processi interni.
Trasparenza e conflitti di interesse
Se c’è un potenziale conflitto di interesse, lo dichiaro. Se non si può gestire, non accetto l’incarico. La mia indipendenza è parte del valore che porto.
- Nessun doppio gioco tra soci, aree o fazioni.
- Nessuna “consulenza” usata per colpire qualcuno.
Legalità e responsabilità organizzativa
Lavoro nel rispetto delle norme e dei modelli di integrità che le aziende adottano (es. compliance, anticorruzione, procedure interne). Se durante il lavoro emergono rischi o pratiche scorrette, li porto alla luce con metodo e tutela.
Come lavoriamo (in concreto)
- Obiettivi scritti: cosa cambiamo, come lo misuriamo, entro quando.
- Ruoli e responsabilità: chi decide, chi esegue, chi controlla.
- Feedback: diretto, utile, senza umiliazioni.
- Documentazione essenziale: poche cose, ma fatte bene.
- Chiusura pulita: quando il lavoro è finito, si chiude. Senza dipendenze.
Domande frequenti
Questo codice etico vale anche per il cliente?
Sì. Il rispetto è reciproco. Se manca, il percorso perde senso e si interrompe.
Se non siamo d’accordo su una decisione?
Bene: significa che stiamo ragionando. Io porto dati, criteri e alternative. Poi decide chi ha la responsabilità finale. L’importante è decidere in modo consapevole.
Se emergono temi “sensibili” o personali?
Li trattiamo con rispetto, ma restiamo nel perimetro del lavoro. Se serve un supporto clinico o terapeutico, lo segnalo: non improvviso.
Riferimenti normativi (in sintesi)
Nota: i riferimenti sotto sono un orientamento generale e non sostituiscono leggi, contratti o consulenza legale. In caso di contrasto, prevalgono le norme vigenti e gli accordi sottoscritti.
- Correttezza, buona fede e diligenza: artt. 1175, 1176, 1218, 1375 c.c.
- Pari dignità e non discriminazione: art. 3 Costituzione.
- Protezione dati e riservatezza: Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e D.Lgs. 196/2003 come modificato dal D.Lgs. 101/2018.
- Responsabilità degli enti e integrità (compliance): D.Lgs. 231/2001.
- Sicurezza sul lavoro e formazione: D.Lgs. 81/2008.
- Segnalazioni e tutela del segnalante (whistleblowing): D.Lgs. 24/2023.
- Tutela dei segreti commerciali: D.Lgs. 30/2005 (Codice della proprietà industriale), artt. 98–99.
Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2026

