Una Vita da Coach

Business Coach e consulente di organizzazione aziendale a Udine: 30+ anni dentro le imprese, tra persone, team e decisioni che contano.
DALL·E 2025 02 05 16.17.21 A Professional And Sophisticated Image Representing A Business Coachs Ethics. The Scene Features A Confident Business Coach A Well Dressed Man In Hi

Mi chiamo Marino Avanzo e da oltre trent’anni lavoro come Business Coach e consulente di organizzazione aziendale. Non considero questo lavoro un mestiere “da scrivania”: è una missione concreta, fatta di aziende vere, persone vere, pressione vera.
Se devo dirlo in poche parole: aiuto imprenditori, manager e team a mettere ordine nel caos, a trasformare idee in azioni e a costruire risultati che reggono nel tempo. Con un metodo semplice: ascolto profondo, domande difficili, chiarezza operativa.

Ogni azienda ha un’anima (e un sistema)

Ogni azienda ha una sua anima, ma ciò che accomuna tutte le imprese è una cosa: sono fatte di persone. E quando le persone non si capiscono, l’organizzazione si rompe.
Io entro proprio lì: nelle relazioni, nella leadership, nelle regole non dette, nelle abitudini che bloccano la crescita. Perché il fatturato non è solo un numero: è l’effetto di come una squadra decide, comunica, collabora e si assume responsabilità.

Ho iniziato con la curiosità di chi vuole capire cosa c’è dietro ogni scelta, ogni successo, ogni errore. Ed è una curiosità che non mi ha mai lasciato: nelle aziende cerco sempre la stessa cosa — il punto in cui la complessità diventa confusione, e la confusione diventa freno.

Il primo cliente: quando il problema non è il business, ma il rapporto tra le persone

Ricordo il mio primo cliente: un’azienda di famiglia nel settore navale. Un piccolo gioiello, ma bloccato da dinamiche interne che consumavano energia e fiducia.
Antonio, il titolare, mi accolse con uno sguardo misto di scetticismo e speranza:
“Ci dicono che sei bravo a rimettere le cose in ordine. Ma qui non è solo questione di numeri… è che non riusciamo più a capirci.”

Quelle parole mi colpirono perché erano vere. Non era un problema “tecnico” di produzione o vendite — almeno non in superficie. Il nodo era nelle relazioni, nella comunicazione, nella leadership quotidiana. Fu lì che capii una cosa: il coaching aziendale non è teoria. È lavoro vivo sulle persone e sul sistema.

Iniziammo con una riunione di squadra: dieci persone attorno a un tavolo, ognuna con idee, frustrazioni e sogni mai detti. Mi presentai in modo semplice:
Sono qui per ascoltarvi. Voglio capire cosa funziona e cosa no. Ma soprattutto voglio capire cosa vi muove ogni giorno.

All’inizio ci fu diffidenza. Battute, braccia incrociate, silenzi. Poi arrivarono le domande giuste. E il ghiaccio si ruppe. Le conversazioni diventarono autentiche. E io iniziai a vedere la mappa del team: il leader silenzioso, il ribelle, la colonna invisibile che reggeva tutto.

Quando cambia il modo di parlarsi, cambia l’azienda

Alla fine del percorso, quell’azienda non solo si rimise in piedi: ritrovò energia e direzione. Non erano cambiate solo alcune strategie: era cambiato il modo in cui le persone si parlavano, si ascoltavano, si rispettavano.
E lì ho imparato una regola che porto ancora oggi in ogni percorso di business coaching:
se vuoi un cambiamento duraturo, devi partire dalle persone e dalle responsabilità.

Da allora ho seguito molti imprenditori e aziende, ognuno con una storia diversa. Ma la scintilla iniziale è rimasta identica: entrare nel punto in cui tutto è confuso, portare chiarezza, e far emergere il meglio di chi ho davanti — senza imporre soluzioni, ma costruendo metodo.

Questa è la mia vita da Coach

Ogni volta che mi siedo a un tavolo con un nuovo cliente, sento la stessa curiosità. Ogni azienda è un microcosmo. Ogni persona è una storia.
E io continuo a fare quello che so fare meglio: aiutare le imprese a crescere facendo crescere chi le guida.

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