
C’è un’idea diffusa nel mondo del business: l’esperienza porta alla saggezza, e più ne accumuliamo, più diventiamo intelligenti nel prendere decisioni. Ma Bertrand Russell, il celebre filosofo e matematico, metteva in guardia da questa illusione. L’esperienza, diceva, non ci rende automaticamente più saggi o più furbi: ci rende solo più inclini a ripetere schemi che crediamo validi, anche quando non lo sono più.
L’illusione dell’esperienza nel business
Nel mio lavoro di business coach, ho incontrato imprenditori con decenni di esperienza che, nonostante tutto, commettevano gli stessi errori più e più volte. Perché? Perché confondevano il numero di anni con la qualità dell’apprendimento. Credevano che, avendo già affrontato certe situazioni, sapessero automaticamente come gestirle. Ma il mondo cambia, e ciò che ha funzionato ieri non è detto che funzioni oggi.
Il caso di Marco e l’azienda bloccata nel passato
Marco è il titolare di un’azienda familiare che produce attrezzature industriali. Quando l’ho conosciuto, aveva alle spalle 35 anni di esperienza nel settore. Era un uomo brillante, ma fermamente convinto che il suo modo di lavorare fosse l’unico giusto. “Ho sempre fatto così e ha sempre funzionato”, mi ripeteva.
Il problema? Le vendite erano in calo. La concorrenza era più agile, il mercato più esigente, e i clienti chiedevano innovazione. Ma Marco, forte della sua esperienza, insisteva nel fare le cose “come sempre”.
Gli ho chiesto: “Se l’esperienza fosse la chiave del successo, perché la tua azienda sta perdendo terreno?” Dopo un attimo di silenzio, ha ammesso: “Forse perché non ho mai davvero messo in discussione quello che so”.
Ecco il punto: l’esperienza senza riflessione critica non è un vantaggio, ma un’ancora che ci trattiene.
La soluzione: la mente elastica
Essere veramente saggi non significa accumulare esperienze, ma saperle mettere in discussione. Significa non dare per scontato che il passato sia una guida infallibile per il futuro.
Nel caso di Marco, abbiamo lavorato per destrutturare le sue convinzioni radicate. Gli ho mostrato dati, casi di successo di aziende che avevano innovato, e gli ho proposto di sperimentare nuovi approcci. Con il tempo, ha capito che la sua esperienza era preziosa solo nella misura in cui sapeva adattarla.
Oggi la sua azienda è tornata a crescere. Non perché abbia dimenticato il passato, ma perché ha imparato a non esserne prigioniero.
Conclusione
L’esperienza è utile solo se la mettiamo in discussione. Russell ci insegna che non basta vivere a lungo per diventare più saggi: dobbiamo essere disposti a cambiare. Nel business, come nella vita, chi vince non è chi ha più anni di esperienza, ma chi è più capace di imparare ogni giorno.
E tu, sei sicuro che la tua esperienza ti stia rendendo più furbo? O è solo un’illusione?





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