
Dopo oltre trent’anni passati dentro le aziende, gomito a gomito con imprenditori e manager, una cosa l’ho capita con chiarezza: la vera imprenditorialità non si misura nei periodi di bonaccia, ma nelle tempeste. Non è quando tutto fila liscio che si vede il valore di un imprenditore. È quando le cose crollano, quando i numeri vanno giù, quando le certezze scricchiolano e l’ansia bussa alla porta ogni mattina. È lì che si vede chi ha davvero visione.
Mi viene in mente un cliente che seguo da anni, lo chiamerò Marco per rispetto della sua privacy. Marco è il titolare di un’azienda che produce arredi su misura. Un imprenditore brillante, creativo, appassionato. Negli anni aveva costruito un’impresa solida, con clienti prestigiosi e un team affiatato. Ma poi è arrivato il 2020, e con lui la tempesta perfetta.
Il Covid ha congelato gli ordini. I fornitori si sono fermati. I cantieri, chiusi. Le spese, invece, correvano come sempre. Per la prima volta in vent’anni, Marco si è trovato davanti a una verità brutale: il suo castello, quello costruito con pazienza e orgoglio, rischiava di sgretolarsi.
E lì è accaduta la differenza.
Marco non ha perso la visione. Certo, ha avuto paura. Ha passato notti insonni. Ha pianto. Ma non si è fatto travolgere. Invece di chiudersi, ha aperto. È andato in laboratorio, ha parlato con ogni singolo collaboratore. Ha chiesto idee. Ha ascoltato. E ha deciso di cambiare pelle, almeno per un po’.
Ha convertito una parte della produzione per fare pareti divisorie in legno per uffici e scuole, in piena emergenza. Ha lanciato una linea di arredi componibili per la casa, pensati per chi lavorava in smart working e voleva spazi flessibili. E ha iniziato a vendere online, cosa che aveva sempre rimandato.
Nel caos, ha trovato un’opportunità.
Oggi la sua azienda non solo è viva, ma più forte e più agile di prima. E questo non perché Marco non abbia sbagliato o non abbia avuto momenti di sconforto. Ma perché ha mantenuto la rotta, anche quando il mare era grosso.
Essere imprenditore è questo. È continuare a vedere il faro anche quando la nebbia lo nasconde. È fare scelte difficili, a volte impopolari, senza dimenticare chi sei e dove vuoi arrivare.
Chi costruisce qualcosa di grande sa che il vero successo non è evitare le tempeste, ma attraversarle. E per farlo serve coraggio, sì. Ma anche qualcosa di più profondo: serve fede nella propria visione.
E tu? Quando arriva la tempesta, chi sei?
Uno che si ripara… o uno che alza le vele?





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