“Io sono OK, tu sei OK: la rivoluzione silenziosa del rispetto che trasforma le aziende”

Ok

Ho passato più di trent’anni seduto accanto a imprenditori, manager e team di ogni genere. Ho visto aziende nascere con il fuoco negli occhi e poi spegnersi per una manciata di incomprensioni. Ho visto imprese risorgere come fenici, quando le persone hanno smesso di farsi la guerra e hanno iniziato a parlarsi da adulti. È da lì che nasce uno dei concetti più semplici e rivoluzionari che abbia mai incontrato nella mia carriera: “Io sono OK, tu sei OK”.

Un’affermazione all’apparenza ingenua, ma capace di cambiare le sorti di un’azienda, una squadra o una relazione. L’ho vista funzionare. E ora voglio raccontarti una storia vera.


La storia di Gianni e Marta – quando il potere del rispetto cambia tutto

Gianni era l’amministratore delegato di una media azienda nel settore metalmeccanico. Un uomo concreto, brillante, forgiato da anni di fabbrica e scelte difficili. Marta era la responsabile commerciale, una donna strategica, intuitiva, moderna. I due si scontravano continuamente. Riunioni infuocate, email pungenti, un clima gelido in ufficio.

Quando fui chiamato per un intervento di coaching, il primo incontro fu emblematico. Gianni mi disse:

“Marta non capisce che qui comandiamo noi. Fa troppe domande.”
Marta, in privato, mi confidò:
“Gianni è un dinosauro. Se non cambia, porterà l’azienda al collasso.”

Due persone brillanti, ma intrappolate in un paradigma infantile: “Io sono OK, tu non sei OK.”

Usai un approccio tratto dall’Analisi Transazionale di Eric Berne, la teoria da cui nasce il concetto “Io sono OK, tu sei OK”. Iniziammo un percorso individuale e poi congiunto, lavorando su uno strumento semplice e potente: la posizione esistenziale. Feci loro capire che solo se entrambi si riconoscevano come persone di valore, potevano costruire un dialogo adulto, funzionale e creativo.

Un giorno, durante un confronto, Gianni si girò verso Marta e le disse, con una sincerità disarmante:

“Ho capito che spesso ti ho trattata come se non avessi nulla da insegnarmi. In realtà, hai visto cose che io non vedevo. E io ti rispetto.”

Marta, in silenzio, sorrise. Era successo qualcosa.

Quel giorno non cambiarono solo due persone. Cambiò la cultura di un’intera azienda.


La forza del riconoscimento reciproco

“Io sono OK, tu sei OK” non è un mantra buonista. È un pilastro di maturità.
Significa dire: “Io valgo, e anche tu. Possiamo confrontarci senza distruggerci. Possiamo essere diversi senza escluderci.”

Nella mia esperienza, quando le persone adottano questa posizione:

  • I conflitti diventano occasioni di crescita.
  • Le decisioni vengono prese più rapidamente e con maggiore coerenza.
  • Le emozioni negative (come la rabbia, la frustrazione o il senso di colpa) si trasformano in consapevolezza.
  • La fiducia diventa un moltiplicatore di risultati.

Ho visto team passare dal caos alla coesione semplicemente cambiando il modo in cui si percepiscono reciprocamente. Non è magia. È rispetto consapevole.


Come applicarlo nella tua azienda

Ecco tre strumenti pratici che uso con i miei clienti:

  1. Il diario dell’OK: Ogni giorno, per una settimana, scrivi due frasi:
    • Cosa ho fatto oggi per trattarmi da persona OK?
    • Cosa ho fatto oggi per trattare gli altri come persone OK?
  2. Feedback + Riconoscimento: Quando dai un feedback, inizia con una frase di riconoscimento autentico. “Apprezzo il tuo impegno” prima di “Vorrei che migliorassimo questo aspetto.”
  3. La sedia dell’altro: Quando hai un conflitto, prenditi 10 minuti per immaginare di essere l’altro. Quali paure ha? Quali pressioni sente? Quale bisogno non ascoltato sta cercando di comunicare?

Conclusione

Nelle aziende che funzionano, le persone non sono perfette, ma sono rispettate. Si guardano negli occhi e si dicono, anche senza parole: “Io sono OK, tu sei OK.”
Ed è lì che accade la vera innovazione. Non nei budget, nei processi o nei software, ma nella qualità delle relazioni.

Se c’è un consiglio che posso darti dopo più di trent’anni sul campo, è questo:
non costruire muri per difenderti, costruisci ponti per collaborare.

Perché quando due persone si riconoscono davvero, succede una cosa incredibile: la fiducia diventa produttività. E il rispetto diventa leadership.


Se vuoi approfondire questo approccio nella tua azienda, scrivimi.
Se vuoi parlarne in un podcast, sono pronto.
Ma soprattutto, se ti risuona questa storia, inizia oggi. Da te.

Perché tu sei OK. E anche gli altri, se glielo permetti, possono esserlo.

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