Assumi persone che sanno fare il lavoro – Oppure, assumi i più economici ma non lamentarti

Monager

“Quando assumi qualcuno più bravo di te, stai facendo crescere l’azienda. Quando assumi qualcuno meno bravo, stai proteggendo il tuo ego.”
(Libera sintesi di Bill Gates e Jim Collins)

L’illusione del controllo: il virus delle PMI

Nella mia trentennale esperienza nelle aziende italiane – piccole, medie, a volte anche familiari – ho visto imprenditori brillanti e manager pieni di visione inciampare sempre sullo stesso sassolino: il bisogno di controllo. Quel riflesso automatico di “voglio sapere tutto, decidere tutto, approvare tutto”.
E così, invece di assumere talenti migliori di loro, assumono esecutori. Gente a basso costo, che aspetta istruzioni, che chiede ogni volta conferma, che non rischia.
E poi, si lamentano: “Qui nessuno si prende responsabilità!”
Ma se li paghi per eseguire, non puoi aspettarti che pensino.

Assumere i migliori non è solo una questione di CV

Assumere i migliori è una scelta di coraggio. Vuol dire circondarsi di persone che possono contraddirti, che possono stupirti, che possono persino superarti.
Vuol dire mettere da parte il bisogno di approvazione e coltivare una cultura di autonomia, fiducia e responsabilità.

Jim Collins, nel suo celebre libro Good to Great, ha analizzato migliaia di aziende e ha identificato uno dei pilastri del successo duraturo: mettere le persone giuste sul bus, nei posti giusti, prima ancora di decidere la direzione.
Non è una questione di strategia. È una questione di persone.

Caso reale: la rinascita di un’azienda manifatturiera

Alcuni anni fa fui chiamato da una storica azienda del Nordest, settore manifatturiero, 80 dipendenti, in crisi nera. Il titolare, imprenditore vecchia scuola, aveva sempre gestito tutto: acquisti, produzione, vendite, perfino le ferie. Ogni euro speso in stipendi era valutato al centesimo.

Dopo settimane di analisi, gli dissi con franchezza:
“Hai bisogno di un direttore operativo vero. Non un tuo ‘yes man’. Uno con le palle e le idee chiare.”

Lui resistette. Poi, forse per disperazione, accettò.

Assumemmo una donna con esperienza internazionale, ben pagata, autonoma, poco incline ai compromessi. Nei primi tre mesi cambiò i turni, digitalizzò gli ordini, sbatté fuori due fornitori inefficienti. All’inizio ci furono malumori.
Ma dopo sei mesi, i margini migliorarono del 12%.
Dopo un anno, il titolare – che all’inizio voleva sapere tutto – mi disse una frase che mi commosse:
“Ora entro in azienda e respiro. So che le cose vanno avanti anche senza di me.”

Quella è la libertà che ogni imprenditore merita. E che solo i bravi collaboratori ti possono dare.

Le ricerche lo confermano

Uno studio pubblicato su Harvard Business Review da Claudio Fernández-Aráoz – esperto mondiale in talent management – mostra che le aziende che assumono talenti di alto profilo, anche a costi superiori alla media, ottengono performance fino al 400% superiori nei ruoli critici.
Non per magia, ma perché i migliori non chiedono cosa fare. Trovano loro la soluzione.

Le due strade: scegli tu

Hai due opzioni:

  1. Assumi i migliori. Dagli fiducia. Lascia che sbaglino. Lascia che innovino. E preparati a imparare da loro.
  2. Assumi i più economici. Dagli istruzioni precise. Controlla ogni dettaglio. Ma non lamentarti se poi sei l’unico a pensare.

In entrambe le strade, il risultato dipende da te.
Ma solo nella prima costruisci un’azienda che può vivere senza di te.
E questo, credimi, è il più grande successo di ogni imprenditore evoluto.


Conclusione personale
Ho imparato che le persone non sono un costo: sono un moltiplicatore. E i migliori, quando si sentono liberi, restituiscono molto più di quello che costano.

Se vuoi una squadra forte, smetti di cercare gente da comandare.
Cerca persone da cui imparare.


Se questo articolo ti ha fatto riflettere, condividilo con un imprenditore che stimi. E se vuoi capire come costruire una squadra di fuoriclasse, contattami: ne parliamo davanti a un buon caffè.
Perché il talento, come il buon vento in barca a vela, non va mai sprecato.

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