
C’è un momento, durante un meeting, in cui mi capita di osservare la scena più che ascoltarla.
Lui fissa le slide sullo schermo, calcola i numeri, misura le distanze, cerca la logica.
Lei guarda i volti attorno, coglie le smorfie, interpreta i silenzi, sente l’energia.
Entrambi stanno “vedendo” la stessa riunione — ma la stanno vivendo con due cervelli diversi.
È un dettaglio affascinante: uomini e donne non vedono il mondo nello stesso modo.
Non è una metafora, ma un dato scientifico.
Lo psicologo Israel Abramov del Brooklyn College ha dimostrato che gli uomini percepiscono meglio il movimento e la profondità, mentre le donne sono più sensibili ai colori e alle sfumature.
Gli uomini hanno una visione più “spaziale”, le donne più “emotiva”.
Non si tratta di stereotipi: è il cervello che lavora così.
Il professor Simon Baron-Cohen di Cambridge lo spiega con la sua teoria “empathizing-systemizing”:
- L’uomo tende a sistematizzare, a vedere strutture, logiche e obiettivi.
- La donna tende a empatizzare, a vedere relazioni, emozioni e segnali sociali.
Due modalità opposte e complementari, nate dall’evoluzione:
il cacciatore che doveva seguire il movimento della preda,
la raccoglitrice che doveva leggere i segnali del gruppo e dei bambini.
🎯 La lezione per i leader
Nel business, questa differenza visiva è spesso ciò che divide o completa un team.
Quando un leader maschile guarda un problema, spesso cerca “la traiettoria”: dove siamo, dove dobbiamo andare, con quali mezzi.
Quando una leader femminile osserva la stessa situazione, percepisce “l’atmosfera”: chi è motivato, chi è escluso, dove si nasconde il conflitto.
Entrambi hanno ragione.
Ma insieme fanno la differenza.
La vera leadership integrata nasce quando impariamo a vedere con entrambi gli occhi del cervello:
l’occhio che misura e l’occhio che sente.
Solo allora possiamo leggere non solo i numeri, ma anche le persone dietro i numeri.
🌍 Un esempio reale
Qualche anno fa, durante un percorso di coaching in un’azienda del Nord Italia, un direttore commerciale mi disse:
“Non capisco perché lei si ostina a guardare i dettagli del team. L’importante sono i risultati.”
Dopo qualche settimana, capì che la sua responsabile marketing — quella “che guardava troppo le persone” — aveva visto qualcosa che lui non vedeva:
un calo di fiducia, silenzioso ma profondo, tra due collaboratori chiave.
Lo aveva percepito dal tono di voce, da uno sguardo sfuggente, da un “tutto bene?” a cui nessuno rispose davvero.
Quando il direttore aprì gli occhi su questo, fu come se cambiasse lente.
Non bastavano più i numeri: serviva vedere le persone.
💡 La verità è questa:
Gli uomini tendono a vedere per orientarsi,
le donne a vedere per comprendere.
Il leader del futuro sarà colui — o colei — che saprà fare entrambe le cose:
usare la vista per leggere il mondo e l’empatia per interpretarlo.
In fondo, la leadership è questo:
imparare a guardare oltre ciò che si vede.





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