Il nemico invisibile nella comunicazione aziendale: generalizzazioni, distorsioni e cancellazioni

Invisibile

“Non è quello che diciamo a creare problemi. È quello che gli altri capiscono.”

Dopo più di trent’anni di lavoro fianco a fianco con imprenditori, manager e team di ogni tipo, posso dirlo con certezza: nella maggior parte dei casi, i problemi di business nascono da un solo, subdolo, potentissimo errore… la comunicazione distorta.

È un nemico silenzioso. Non lo vedi arrivare, non fa rumore, ma ha un impatto devastante. Perché quando le parole perdono precisione, i significati si diluiscono, e ciò che era chiaro nella testa di chi parla diventa confuso nelle orecchie di chi ascolta.

Oggi voglio parlarti di tre trappole mentali che si insinuano nella nostra comunicazione quotidiana: le generalizzazioni, le distorsioni e le cancellazioni. Sembrano concetti da manuale di PNL? Forse sì. Ma sono vivi, presenti, e spesso responsabili di conflitti, incomprensioni e decisioni sbagliate all’interno delle aziende.

🏭 Un esempio reale: il caso dell’azienda “che non cresce”

Qualche anno fa sono stato chiamato da un imprenditore che guidava un’azienda manifatturiera con oltre 50 dipendenti. Lamentava un problema che, a sentir lui, era “insormontabile”:

“Qui nessuno vuole prendersi responsabilità. La mia gente non è motivata. Non cresceremo mai così.”

Tre frasi, tre generalizzazioni pesanti come macigni.

Generalizzazione:nessuno vuole responsabilità”. Davvero nessuno?
Distorsione:la mia gente non è motivata”. Ma rispetto a cosa? Quali comportamenti indicano questo?
Cancellazione:non cresceremo mai così”. Mancava completamente il come, il perché, le condizioni precise.

Ho passato due giorni in azienda a osservare, parlare con le persone, fare domande (molte domande). E indovina? C’erano almeno cinque collaboratori proattivi, che si assumevano responsabilità extra ogni giorno, spesso in silenzio, senza aspettarsi ringraziamenti. Ma non erano “visibili”, perché l’imprenditore vedeva solo chi sbagliava o si tirava indietro.

Il problema non era il team. Il problema era il filtro mentale con cui il leader leggeva la realtà. Un filtro pieno di generalizzazioni e distorsioni, alimentate da frustrazione e stanchezza.

🔍 Il potere di fare “zoom”

Quando iniziammo a lavorare assieme, la mia prima richiesta fu semplice: iniziare a “zoomare” sul linguaggio.
Ogni volta che diceva “nessuno”, chiedevo “Chi, esattamente?”
Ogni volta che diceva “non funziona”, chiedevo “Cosa, nello specifico, non sta funzionando?”
Ogni volta che diceva “è sempre così”, chiedevo “Sempre? Oppure a volte succede diversamente?”

All’inizio sembrava solo una perdita di tempo. Poi… successe qualcosa. Le parole cominciarono a cambiare. E con loro, la percezione della realtà. L’imprenditore iniziò a vedere le eccezioni, i segnali positivi, i comportamenti virtuosi. E questo cambiò completamente il modo in cui guidava le persone.

In sei mesi, il clima aziendale era migliorato, alcuni collaboratori erano stati promossi con successo e finalmente si era aperta una strada concreta per crescere.

❗Perché è importante?

Generalizzare, distorcere e cancellare è umano. Lo facciamo tutti, ogni giorno. È il modo con cui il nostro cervello semplifica il mondo complesso in cui viviamo. Ma se non ne siamo consapevoli, queste scorciatoie diventano catene. Limitano la nostra visione, inquinano le relazioni e ci impediscono di vedere le vere possibilità.

🛠️ Un esercizio semplice da fare subito

La prossima volta che senti (o dici) frasi come:
“Tutti sono contro di me”
“Nessuno lavora con impegno”
“Le cose non cambiano mai”

Fermati. Respira. E chiediti:

  • Chi, esattamente?
  • Quando succede davvero?
  • Cosa manca? Cosa sto dando per scontato?

Comincia da lì. Perché ogni volta che spezzi una generalizzazione, recuperi una possibilità.
Ogni volta che correggi una distorsione, recuperi chiarezza.
Ogni volta che recuperi ciò che era cancellato, torni a vedere tutto il quadro.

E, come dico sempre ai miei clienti: la realtà non ha bisogno di essere drammatizzata. Ha solo bisogno di essere vista per quella che è.


Se questo articolo ti ha fatto riflettere, condividilo con chi nella tua azienda ha il potere di cambiare la cultura della comunicazione. Perché il cambiamento inizia sempre da una frase detta in modo diverso.

Vuoi approfondire questo tema con me? Scrivimi. Le parole possono creare muri… oppure ponti. Dipende solo da come le usi.

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