
Cosa significa davvero fidarsi nel mondo del business?
Da oltre 30 anni aiuto imprenditori e manager a prendere decisioni migliori, e posso dire con certezza che la fiducia è una delle variabili più delicate da gestire. Sappiamo tutti che senza fiducia non si va da nessuna parte, ma sappiamo anche che un errore nel dare fiducia alla persona sbagliata può costare caro. Quindi, quando vale davvero la pena fidarsi?
Per rispondere, voglio raccontarti una storia vera.
Il caso dell’azienda che non si fidava (e ha pagato il prezzo)
Qualche anno fa, ho lavorato con un’azienda del settore manifatturiero che stava vivendo una crisi di fiducia interna. Il titolare, chiamiamolo Marco, aveva costruito l’impresa con sudore e sacrificio. Aveva sempre gestito tutto in prima persona, e ogni decisione strategica passava da lui. Il problema? L’azienda stava crescendo, ma Marco non riusciva a delegare. Ogni proposta dei suoi manager veniva accolta con scetticismo. “Devo controllare tutto io, altrimenti mi fregano”, ripeteva.
Questo atteggiamento aveva creato un clima di sfiducia reciproca. I collaboratori si sentivano demotivati, sapevano che qualsiasi idea sarebbe stata bocciata o riscritta da Marco. L’azienda era ferma, incapace di innovare.
Poi successe l’inevitabile: un concorrente più agile e coeso fece un’offerta irresistibile a uno dei clienti storici di Marco. Il cliente accettò, e in pochi mesi l’azienda perse una fetta importante di fatturato. A quel punto, Marco si rese conto che la sua paura di fidarsi gli era costata molto più di un singolo errore di delega.
Il dilemma del prigioniero: cooperare o tradire?
Questa storia mi ha fatto subito pensare al famoso “Dilemma del Prigioniero” di Robert Axelrod. Per chi non lo conosce, è un esperimento di teoria dei giochi che spiega le dinamiche della cooperazione e del tradimento.
Immaginiamo due prigionieri accusati dello stesso crimine. Se entrambi tacciono (cooperano tra loro), ricevono una pena minima. Se uno tradisce e l’altro no, il traditore viene liberato e l’altro riceve la pena massima. Se entrambi tradiscono, ricevono entrambi una pena severa, ma non la massima.
La lezione? Nel breve termine, il tradimento può sembrare conveniente, ma nel lungo termine la strategia vincente è la cooperazione basata sulla fiducia reciproca.
Come applicarlo in azienda?
Torniamo a Marco. Dopo la perdita del cliente, capì che il suo “tradimento preventivo” nei confronti dei suoi collaboratori (il non fidarsi mai) aveva portato alla perdita di motivazione, creatività e, infine, di opportunità. Decise allora di cambiare approccio: iniziò a testare la fiducia, dando ai suoi manager piccoli margini di autonomia. E scoprì qualcosa di sorprendente: più si fidava, più otteneva in cambio.
Certo, non significa essere ingenui. Axelrod dimostrò che la strategia vincente nel lungo periodo è “tit-for-tat” (colpo su colpo): si parte con fiducia, ma se l’altro tradisce, si risponde con la stessa moneta. In pratica: dai fiducia, verifica, e se vieni tradito una volta, fai attenzione, ma non chiuderti in un guscio.
Fidarsi conviene, ma con criterio
Se sei un imprenditore o un manager, chiediti: sto trattenendo il controllo per paura di essere fregato? O sto costruendo un sistema in cui la fiducia genera valore?
La risposta fa la differenza tra un’azienda bloccata e un’azienda che cresce. Perché nel business, come nella vita, la fiducia ben calibrata è il miglior investimento che puoi fare.





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