Principi di lavoro
Metodo e responsabilità
- parlare chiaro, senza promettere miracoli
- mettere la persona e l’azienda davanti all’ego del consulente
- tutelare riservatezza, dignità e contesto
- proporre solo interventi che hanno senso per il caso reale
Relazione professionale
- ascolto, rispetto e franchezza
- nessun approccio manipolatorio
- nessuna dipendenza dal coach
- obiettivo finale: autonomia, chiarezza, responsabilità
Codice Etico
Marino Avanzo — Business Coach e Consulente di Organizzazione Aziendale
Da oltre trent’anni lavoro dentro le aziende, dove contano i fatti: ruoli, numeri, relazioni, decisioni.
Il mio lavoro non è intrattenimento. È chiarezza, responsabilità e risultati.
Questo codice etico definisce il mio modo di stare in campo: cosa difendo, cosa non accetto, e come proteggo la fiducia che mi viene data.
1) Buone maniere, rispetto, qualità del confronto
Le buone maniere non sono “forma”: sono il primo livello di sicurezza psicologica.
Tono, parole, puntualità, educazione: sono dettagli che dicono se un’azienda è sana o nervosa.
Riferimenti: principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione dei rapporti e dei contratti (art. 1175 e 1375 c.c.).
2) Dignità delle persone
Tratto ogni persona con la stessa serietà: imprenditori, manager, impiegati, operai.
Perché quando la dignità viene calpestata, la gente smette di collaborare e inizia a difendersi.
Riferimenti: tutela della parità di trattamento in ambito lavorativo (D.Lgs. 216/2003; Dir. 2000/78/CE).
3) Ascolto attivo e verità operativa
Ascolto per capire, non per rispondere. Le mie domande servono a separare i fatti dalle interpretazioni, e a far emergere ciò che blocca: ambiguità, non detti, conflitti.
Riferimenti: correttezza e buona fede anche nella relazione professionale (art. 1175 e 1375 c.c.).
4) Cura dei dettagli e diligenza professionale
La qualità si vede nei particolari: definizioni, responsabilità, metriche, confini.
Lavoro con diligenza, metodo e verifiche: perché “fare coaching” senza precisione è solo parlare.
Riferimenti: diligenza nell’adempimento e standard richiesto nell’attività professionale (art. 1176 c.c.).
5) Umiltà, aggiornamento, miglioramento continuo
Non mi considero arrivato: mi considero allenato. Studio, mi aggiorno, mi metto in discussione.
Per rispetto del cliente: perché qui non si compra un’opinione, si compra un impatto.
Riferimenti: diligenza professionale (art. 1176 c.c.).
6) Coerenza, affidabilità, responsabilità
Dico quello che faccio e faccio quello che dico. Se una cosa non è realistica, la nomino.
La fiducia si costruisce con comportamento costante, non con promesse.
Riferimenti: responsabilità da inadempimento delle obbligazioni (art. 1218 c.c.) e buona fede nell’esecuzione (art. 1375 c.c.).
7) Riservatezza: proteggere persone, dati e segreti aziendali
In azienda vedo cose che non devono uscire: dinamiche, numeri, fragilità, strategie.
La riservatezza per me non è “gentilezza”: è protezione concreta.
Riferimenti: tutela dei segreti commerciali (artt. 98–99, D.Lgs. 30/2005) e protezione dei dati personali (Reg. UE 2016/679; D.Lgs. 196/2003 come modificato dal D.Lgs. 101/2018).
8) Professionalità misurabile: lavoro chiaro, tracciabile, verificabile
Definisco obiettivi, confini, indicatori e tempi. Documentiamo avanzamenti e risultati.
Perché la serietà non è una sensazione: è una struttura.
Riferimenti: principi di correttezza e buona fede nei rapporti (art. 1175 e 1375 c.c.).
9) Integrità: niente scorciatoie, niente complicità
Non faccio “giochi sporchi”, non copro scorciatoie, non mi presto a costruire alibi.
Se emergono rischi, li segnalo. Se serve, mi fermo.
Riferimenti: responsabilità amministrativa degli enti e cultura dei modelli organizzativi/compliance (D.Lgs. 231/2001).
10) Valore economico: il guadagno come misura di realtà
Il denaro non è un tabù: è un indicatore. Un’azienda deve guadagnare per investire, crescere, proteggere il lavoro.
Anche il mio lavoro ha un valore: non vendo entusiasmo, vendo chiarezza e risultati.
Riferimenti: correttezza e buona fede nei rapporti contrattuali (art. 1175 e 1375 c.c.).
Impegni di conformità trasversali
- Privacy e dati personali: rispetto dei principi, basi giuridiche e misure di sicurezza (artt. 5, 6, 32 GDPR) e corretta gestione dei ruoli/accordi quando opero per conto del cliente (art. 28 GDPR).
- Sicurezza in azienda: rispetto delle regole e delle procedure del luogo di lavoro quando opero in presenza (D.Lgs. 81/2008).
- Cultura della segnalazione e protezione del segnalante (quando rilevante per il cliente): D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing).