
Cambiare lavoro non è un semplice “trasloco” da un ufficio all’altro: è una battaglia interiore e strategica, un’epopea in cui tu sei comandante, stratega… e guerriero. Dopo trent’anni di esperienza nel life coaching, ho visto decine di professionisti bloccati in questa trincea: sanno di meritare di più, di poter esprimere talenti inediti, eppure restano immobili, come soldati stanchi di un esercito che non crede in loro. Oggi ti racconto la storia di Marco, perché la sua sfida è la tua.
Il bivacco dell’insoddisfazione
Quando l’ho incontrato per la prima volta, Marco aveva gli occhi spenti. Trentacinque anni, manager in una media impresa, stipendio dignitoso… eppure ogni mattina si svegliava con un peso sul petto. “Non mi basta più” ripeteva. Ma provava paura: «E se fuori fosse peggio?», «E se non fossi all’altezza?». Così restava. Ogni giorno un colpo di piccone sul suo entusiasmo.
Immagina un accampamento in fondo a una valle: le tende sfilacciate dal vento, qualche compagno demotivato che si trascina, armature arrugginite. Quello era il suo team: professionisti che facevano il compitino, pedine inerti che eseguivano ordini senza crederci davvero. Il risultato? Nessuna conquista, nessuna avancée.
Perché non ti serve un team di professionisti…
I professionisti fanno il loro dovere, firmano la busta paga, spuntano le caselle del task. Ma in una battaglia come quella di Marco – nella battaglia di chi vuole cambiare vita e lavoro – il compitino non basta.
Professionisti = esecuzione tecnica
Soldati = dedizione totale
Il professionista applica una formula. Il soldato incarna la missione.
La rivoluzione di Marco: arruolare SOLDATI
Ho sfidato Marco a rigettare il suo vecchio esercito e costruirne uno nuovo. Ecco il piano in tre fasi che abbiamo seguito:
| Fase | Azione | Obiettivo |
|---|---|---|
| 1. Chiarezza di missione | Definire la “guerra” che stava combattendo: perché voleva cambiare lavoro, quali valori lo muovevano | Allineare le motivazioni profonde |
| 2. Reclutamento mirato | Individuare persone (mentor, colleghi, coach) che condividessero visione e coraggio | Creare un nucleo di soldati ispirati |
| 3. Addestramento quotidiano | Incontri intensivi, simulazioni di colloqui, feedback spietati | Forgiare disciplina e resilienza |
Marco iniziò a circondarsi di chi gli dava scosse di energia, non di chi si limitava a compilare report. Ogni settimana si riunivano, non per controllare “cosa fosse stato fatto”, ma per ricordare perché lo stavano facendo.
Il primo assalto: il colloquio dei sogni
Quando arrivò il giorno del colloquio in un’azienda innovativa del settore tech, Marco non era solo. Con sé aveva il supporto di Anna, coach di personal branding, di Luca, esperto di comunicazione persuasiva, e di Giulia, recruiter che gli aveva spalancato porte prima inimmaginabili.
Non entrarono in stanza come semplici candidati e selezionatori: entrarono come un plotone determinato a conquistare terreno. Marco rispose alle domande con sicurezza, sostenuto dall’eco delle ore di preparazione. Il risultato? Offerta di contratto in 48 ore.
Se non hai un team di soldati…
…stai ancora addestrando il nemico. Un gruppo che fa il minimo sindacale ti rallenta, ti demoralizza, e ti lascia solo nella mischia. La verità è dura: se senti che i risultati tardano, non è colpa del mercato. È colpa di un esercito che non crede nella tua causa.
“Non è la mancanza di opportunità, ma la mancanza di coraggio condiviso.”
Il tuo richiamo alle armi
Oggi ti chiedo: guarda il tuo accampamento. Le tende sono solide? Gli armamenti affilati? I tuoi compagni combattono con te o si limitano a voltarsi dall’altra parte?
Se la risposta è no, è tempo di arruolare nuovi soldati. Non cerchi professionisti che facciano il compitino. Cerchi guerrieri che diano il 120%, ogni giorno, per la tua visione.
- Riassegna missione e visione: comunica il “perché” con passione.
- Seleziona per valore, non per CV: cerca persone che credano nella battaglia.
- Allena la resilienza: sfida il tuo team ogni giorno, celebra le vittorie e impara dalle sconfitte.
Questa è la strategia che ha trasformato Marco. Questa è la strategia che trasformerà te.
Prepara le tue truppe: la vittoria è all’orizzonte. E ricorda, in questa guerra, non servono mercenari. Servono SOLDATI.





Lascia un commento