
“Io lo so che dovrei cambiare lavoro. Ma non ci riesco.”
Me lo disse con voce ferma, quasi stanca, Marta, una donna di quarantadue anni, laureata in economia, con una carriera da impiegata amministrativa che durava da più di quindici anni. Non era infelice. Ma non era nemmeno felice. Galleggiava in una routine fatta di certezze e insoddisfazioni, come tante persone che incontro ogni giorno nel mio lavoro di coach.
Aveva una grande passione per il design d’interni, faceva piccoli progetti per amici e conoscenti, e il suo sogno segreto era quello di trasformare questa passione in un lavoro vero. Solo che ogni volta che ne parlava, la voce le si spegneva un po’ di più.
Non era il mercato il suo problema.
Non era la famiglia.
Non erano i soldi.
Era lei.
Il cambiamento non avviene in un giorno. Ma ogni giorno.
Ho imparato, in oltre trent’anni di lavoro a fianco delle persone, che cambiare non è un atto unico e spettacolare. Non è un “click” improvviso, un colpo di genio o un momento magico. Il cambiamento è una disciplina. Un allenamento.
Proprio come ci si prepara per una maratona o si impara a suonare uno strumento, anche la mente ha bisogno di ripetizione, fatica, concentrazione.
Con Marta abbiamo iniziato così: cinque minuti al giorno.
Cinque minuti in cui ogni mattina doveva rispondere per iscritto a tre domande semplici:
- Perché voglio cambiare lavoro?
- Qual è la prima micro-azione che posso fare oggi per andare verso il mio obiettivo?
- Cosa mi impedisce di farlo davvero?
All’inizio le sembrava ridicolo. Ma ha accettato di provarci per una settimana. Poi due. Poi un mese.
La mente si allena come un muscolo
Quello che è successo è ciò che vedo accadere ogni volta che qualcuno si impegna in un allenamento mentale quotidiano: la consapevolezza aumenta. Le resistenze si svelano. La paura cambia forma. Da mostro invincibile diventa semplicemente un segnale: “Attenzione, qui c’è qualcosa che ti interessa davvero.”
E Marta ha iniziato a rispondere in modo diverso.
Dopo tre settimane, ha deciso di parlare con una collega freelance che lavora nel design. Dopo un mese, ha rifatto il salotto a una sua amica, gratis. Dopo due mesi, ha creato una pagina Instagram per pubblicare i suoi progetti. Dopo tre mesi, ha detto al suo capo che avrebbe ridotto l’orario per iniziare una collaborazione part-time in uno studio di arredamento.
Non è stato un salto. È stato un allenamento.
Non serve il coraggio. Serve la costanza.
Quando mi chiedono qual è il primo passo per cambiare lavoro – o cambiare vita – io rispondo sempre la stessa cosa: inizia a parlare ogni giorno con te stesso come se ci credessi davvero.
Non serve motivazione. Serve allenamento.
E l’allenamento mentale non è pensare positivo o fare affermazioni allo specchio. È molto più concreto.
È imparare a riconoscere le proprie paure e a non lasciare che guidino l’intera macchina.
È imparare a scegliere ogni giorno, anche solo per cinque minuti, una direzione nuova.
Se anche tu ti senti come Marta…
Forse non puoi cambiare tutto oggi. Ma puoi cambiare qualcosa oggi.
Puoi allenarti mentalmente a credere un po’ di più nella tua capacità di trasformazione.
Puoi iniziare con tre domande, cinque minuti, un piccolo passo.
Il resto verrà.
Ricorda: le persone non cambiano perché trovano il coraggio. Cambiano perché si allenano ogni giorno a non ascoltare la paura.
E tu, hai fatto il tuo allenamento oggi?





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