
“Non è colpa mia.” Quante volte ho sentito questa frase nei miei oltre trent’anni di esperienza nel business coaching? Troppe. E ogni volta so già cosa sta succedendo: un’azienda in difficoltà, un team disorientato, un leader che cerca risposte fuori invece che dentro.
Ma dove finisce la responsabilità personale e inizia quella aziendale? E viceversa? La verità è che non esiste un confine netto: piuttosto, si tratta di un equilibrio dinamico, un gioco di forze che può trasformare una crisi in un’opportunità o affondare un intero progetto.
Il caso di Marco e l’azienda bloccata dalla paura
Marco è il direttore commerciale di un’azienda manifatturiera con una lunga storia e un mercato consolidato. Quando mi ha contattato, l’azienda era in crisi: vendite in calo, clienti insoddisfatti e un team commerciale che si sentiva sotto pressione.
“Il problema è il mercato,” mi dice Marco. “Il problema sono i venditori,” dice il CEO. “Il problema è il prodotto,” dicono i venditori.
Tutti puntano il dito. Nessuno guarda se stesso.
Osservando la situazione, mi rendo conto che la paura ha preso il sopravvento. Nessuno vuole prendersi la responsabilità di dire: “E se il problema fossi io?”. Così, chiedo a Marco: “Cosa hai fatto personalmente per cambiare la situazione?”
Silenzio.
Poi arriva una risposta incerta: “Sto cercando di motivare il team… ma non rispondono come vorrei”.
Ecco il punto: Marco ha scaricato la responsabilità sul suo team, il team l’ha scaricata sul prodotto, e l’azienda si è bloccata in un circolo vizioso.
La svolta: dal vittimismo alla leadership responsabile
Gli ho proposto un esperimento: per una settimana, avrebbe dovuto concentrarsi su cosa LUI poteva fare di diverso, senza cercare colpe all’esterno.
- Ha iniziato a comunicare in modo più chiaro con il team, anziché limitarsi a dare ordini.
- Ha coinvolto i venditori nelle strategie, chiedendo il loro parere anziché imporre soluzioni.
- Ha smesso di cercare scuse sul mercato e ha analizzato dati reali sulle abitudini dei clienti.
Dopo un mese, il cambiamento era evidente: il team era più motivato, le vendite iniziavano a dare segni di ripresa e, soprattutto, Marco aveva capito che la leadership è prima di tutto un atto di responsabilità personale.
L’insegnamento per ogni imprenditore e manager
Le aziende non sono entità astratte: sono fatte di persone. Quando ognuno si assume la propria parte di responsabilità, accadono due cose straordinarie:
- I problemi si risolvono più velocemente, perché si smette di perdere tempo a cercare colpevoli.
- Le persone crescono, sviluppano fiducia in se stesse e migliorano le loro performance.
Il confine tra responsabilità personale e aziendale è sottile, ma chi comprende questo equilibrio ha in mano la chiave per trasformare qualsiasi crisi in un’occasione di crescita.
E tu, che ruolo stai giocando oggi nella tua azienda? Sei parte del problema o parte della soluzione?





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