
Nel mio percorso di oltre 30 anni nel business coaching e nell’organizzazione aziendale, ho spesso cercato modelli che aiutassero imprenditori e manager a comprendere meglio il comportamento umano. Uno di questi, che considero straordinariamente efficace, è la Teoria dei Tre Cervelli.
Questa teoria, sviluppata dal neuroscienziato Paul MacLean, spiega come il nostro cervello sia composto da tre strutture evolutive che influenzano il nostro modo di pensare, decidere e agire. Capire queste dinamiche è fondamentale per chi gestisce persone e aziende, poiché permette di migliorare la leadership, la comunicazione e la gestione del cambiamento.
I Tre Cervelli: Rettiliano, Limbico e Neocorteccia
- Cervello Rettiliano (istintivo): è la parte più antica del cervello, responsabile degli istinti primari, della sopravvivenza e delle risposte automatiche come attacco o fuga. In azienda, si manifesta nelle reazioni impulsive, nelle resistenze al cambiamento e nei comportamenti territoriali.
- Cervello Limbico (emotivo): è la sede delle emozioni e delle relazioni. Qui nascono il senso di appartenenza, la motivazione e la fiducia. Nelle organizzazioni, è il motore dell’engagement e della collaborazione tra i membri del team.
- Neocorteccia (razionale): è la parte più evoluta del cervello, deputata al pensiero logico, alla creatività e alla pianificazione strategica. Quando i leader sanno attivare questa parte del cervello nei propri collaboratori, stimolano innovazione e problem solving.
Un Caso Reale: La Resistenza al Cambiamento in un’Azienda di Vendita
Qualche anno fa, ho lavorato con un’azienda di vendita mezzi agricoli che stava introducendo un nuovo software gestionale. La direzione era entusiasta, ma il personale mostrava una forte resistenza al cambiamento.
Analizzando la situazione con la Teoria dei Tre Cervelli, ho individuato i seguenti fattori:
- Cervello Rettiliano attivato: I venditori percepivano la novità come una minaccia alla loro routine consolidata. Il software rappresentava un rischio per il loro status quo, innescando paura e diffidenza.
- Cervello Limbico in allarme: C’era una mancanza di fiducia nel management. Il cambiamento era visto come un’imposizione, senza considerazione per le esigenze operative e le emozioni del team.
- Neocorteccia poco stimolata: Il valore razionale del software non era stato comunicato efficacemente. I benefici non venivano percepiti e mancava una visione chiara di come la nuova tecnologia avrebbe migliorato il lavoro.
La Soluzione
Per superare la resistenza, ho proposto un piano basato su questa teoria:
- Rassicurare il cervello rettiliano: Abbiamo organizzato incontri individuali per ascoltare le paure e mostrare come il cambiamento sarebbe stato graduale e supportato da formazione.
- Coinvolgere il cervello limbico: Abbiamo creato dei “campioni del cambiamento” all’interno del team, persone di riferimento che, entusiaste del progetto, hanno aiutato a trasmettere fiducia e appartenenza.
- Attivare la neocorteccia: Attraverso dimostrazioni pratiche, abbiamo mostrato dati concreti sui vantaggi del software, facendo emergere le opportunità di crescita professionale per il team.
Il risultato? Dopo poche settimane, il personale ha iniziato ad adottare il nuovo sistema con minori resistenze, riconoscendone i benefici. Il successo non è stato solo tecnologico, ma umano.
Conclusione
Ogni leader e imprenditore deve tenere conto che le decisioni e i comportamenti delle persone non sono guidati solo dalla logica, ma anche dalle emozioni e dagli istinti. La Teoria dei Tre Cervelli offre uno strumento potentissimo per comprendere e gestire le dinamiche aziendali.
Se vuoi migliorare la gestione della tua azienda, inizia ad osservare i tuoi collaboratori con questa nuova lente: quale cervello stanno usando in un dato momento? Rispondendo a questa domanda, sarai in grado di guidarli in modo più efficace e consapevole.
E tu, come hai visto manifestarsi questi tre cervelli nel tuo contesto lavorativo? Scrivilo nei commenti!





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